Autore Sara Fabbri :: 6 Maggio 2015

La verginità in età adulta è un problema le cui radici si nutrono di insicurezza e troppa idealizzazione del sesso. Siete pronte a lasciarvela alle spalle?

Come affrontare la verginità in età adulta

Grado di difficoltà: 

3

A trent'anni la verginità comincia ad essere un peso e chi se lo porta addosso fa sicuramente parte di una minoranza che si chiede come affrontarlo. In alcuni casi la circostanza è conseguenza di una scelta, in altri è il risultato di una difficoltà di base.

Certamente non è semplice fare i conti con una situazione potenzialmente imbarazzante e sottovalutata, liquidata molto spesso con superficialità. Il primo passo è comunque porsi il problema e mettersi in discussione.

Come si è accennato, talvolta la causa è una scelta deliberata, il desiderio di tutelare la propria sessualità dalla banalizzazione e dalla promiscuità; la percezione della verginità come un valore da preservare per qualcuno di speciale e unico. Il fatto è che se a trent'anni non si è ancora trovato nessuno cui donarsi, forse si devono rivedere le proprie esigenze e riconsiderare i propri standard che probabilmente sono stati fissati troppo in alto.

Da una parte è necessario armarsi di realismo, guardarsi intorno e rendersi conto che forse l'uomo dei propri sogni non esiste e non esisterà mai perché è semplicemente troppo idealizzato. A questo punto fate un esame di coscienza e chiedetevi perché siete tanto esigenti: vivete nell'illusione del Principe Azzurro? Siete cresciutelle per crederci ancora, mettete i piedi per terra. Oppure rifiutate l'altro sesso e lo tenete alla larga con la scusa di cercare quello giusto ben sapendo che nessuno è perfetto? La risposta qui è più complessa, forse tenete gli uomini a distanza a causa di una vecchia delusione o magari solo per paura di mettervi in gioco. In ogni caso, dovete trovare la causa e superarla.

Nel caso di una difficoltà psicologica o psicosomatica dovuta a un trauma subito, la questione è più delicata ed è consigliabile affidarsi a dei professionisti. La prima cosa da fare è comunque essere sincere con voi stesse: uscite dal tunnel della negazione e dal rifiuto, accettate di avere un problema, siate disposte a chiedere aiuto e lavorate costantemente per superarlo. Disturbi quali il vaginismo sono piuttosto diffusi e plausibili cause dell'astensione dal sesso.

In generale, cercate di non ingigantire il problema perché peggiorereste le cose. Piuttosto affrontate voi stesse e non cercate facili scorciatoie; cominciate col mettervi in discussione, poi recuperate la fiducia in voi stesse e negli altri e impegnatevi attivamente per ricominciare a costruire un rapporto sano con le vostre esperienze, con gli uomini e con il sesso.

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