Autore Daphne Rossetti :: 30 Gennaio 2015

Al giorno d'oggi rimane ancora l'annosa questione di quanto un capo d'abbigliamento possa suscitare negli altri un certo grado di malizia.

Il caso dei Leggings

Si sa che da sempre il corpo della donna ha dovuto lottare per non essere ritenuto un mero oggetto di intrattenimento; la donna ha dovuto scegliere con cura cosa indossare per vestire senza essere troppo importunata, pur non rinunciando al sentirsi bella e femminile.

Nel corso del secolo scorso nuovi e seducenti capi d’abbigliamento hanno riempito i guardaroba delle donne: il bikini, la minigonna e i più vari e colorati vestiti aderenti. La donna, quindi, pian piano ha cominciato a usare la sua bellezza in maniera sempre più attiva per conquistare gli uomini che le piacevano, per piacersi di più, per esprimere la propria personalità.

Negli ultimi anni abbiamo visto comparire nelle vetrine dei negozi, indossati da manichini dai corpi perfetti, un nuovo capo di abbigliamento, i leggings: questi esaltano i fianchi e il lato B e mettono in risalto le gambe, un vero must per le giovani donne. Indossandoli, l’attenzione del maschio è subito catturata; ma non si tratta solo di un’abitudine degli uomini italiani che attraverso fischi e versi accompagnano le passeggiate delle belle donzelle.

Difatti, Veronica Partridge, una blogger cristiana che vive nell’Oregon (USA), ha espresso voto di non indossare più i leggings, se non in casa e solo se abbinati ad una lunga maglietta che le copra il posteriore.

Sul suo blog si legge: “È possibile che il mio mettere i leggings possa portare un altro uomo, qualcuno che non sia mio marito, ad avere pensieri lussuriosi su di me? Ho chiesto a mio marito quale fosse la sua idea in merito e ho apprezzato la sua onestà quando mi ha detto: 'Sì, quando vado da qualche parte e c’è una donna che indossa questi pantaloni, mi riesce difficile non guardare. Ci provo, ma non è facile'”.

Molte lettrici del blog della Partridge hanno affermato, attraverso i commenti, che non è possibile che sia sempre la donna a dover sottomettersi per un problema che riguarda l’uomo; gli uomini non possono controllare i loro pensieri?

E ritorna un’annosa questione, soprattutto perché al giorno d’oggi il sesso viene ancora considerato “un problema” o come qualcosa di sporco: la donna è veramente libera al giorno d’oggi? Può vestire, nei limiti della decenza, come le pare e piace? L’uomo medio del 2015 è ancora incapace di comportarsi pubblicamente da vero signore?

La malizia è donna, recita un vecchio modo di dire. E se invece la malizia fosse negli occhi dell’uomo che guarda? Dante scriveva nel XIII secolo: “Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia, quand’ella altrui saluta ch’ogne lingua devén tremando muta e li occhi non l’ardiscon di guardare. Ella si va sentendosi laudare …”. Le donne sono sempre state guardate e sempre lo saranno, ma che male c’è? Il pensiero non va censurato. Solo il comportamento di maschi e femmine deve esser controllato (a livello personale) affinché sia sempre rispettoso dell’altro e del contesto.

Una cosa è certa: in questo mare magnum di opinioni e modi di fare diversi, il buongusto e l’eleganza possono guidare sia le donne che gli uomini nella scelta dell’abbigliamento e del loro comportamento: e questo modo di fare è qualcosa che si chiama stile.

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