Autore Laura Ruggeri :: 13 Marzo 2015

L'Italia si è infine pronunciata sulle nozze tra coppie omosessuali, impegnandosi a riconoscerle tramite un documento sui diritti umani presentato alle Nazioni Unite.

Le nozze tra persone gay

L’Italia si è pronunciata infine in materia di nozze gay, impegnandosi con le Nazioni Unite a riconoscere le unioni civili tra persone omosessuali. In questa direzione è stato stilato un documento che sarà presentato al Consiglio dei Diritti Umani, attualmente in corso a Ginevra. L’Italia, infatti, è piuttosto indietro in campo di legislazione a tutela delle coppie gay: su 28 Paesi membri dell’Unione Europea, il nostro fa parte di quei 9 che ancora non hanno una regolamentazione interna appropriata.

La possibilità di formare una famiglia è un diritto imprescindibile che va garantito a ogni cittadino a prescindere dal suo orientamento sessuale. Lo scorso ottobre già l’Onu aveva rivolto all’Italia 186 raccomandazioni, tra cui la richiesta di lavorare al riconoscimento e tutela delle famiglie formate da persone dello stesso sesso. L’Europarlamento ha quindi approvato a larga maggioranza la “Relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo”, incoraggiando gli stati membri a intraprendere una seria riflessione in materia.

Flavio Romani, presidente di Arcigay, ha commentato così la vicenda: “L'auspicio è che questo sia davvero l'obiettivo e che, ad esempio, il principio di uguaglianza non lo si voglia ridimensionare a formule parziali e comunque discriminatorie, ma anzi rimanga il faro che guidi questa discussione. E soprattutto attendiamo che, dopo anni di annunci infruttuosi, si possa dare per chiusa la fase delle parole per passare finalmente a quella dei fatti, perché il tempo, quando si parla di diritti fondamentali, non è una questione secondaria”.

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