Autore Sara Fabbri :: 13 Dicembre 2014

Le storie nate sul posto di lavoro possono nascondere insidie che molti non comprendono a dovere e che possono portare alla fine della carriera.

Le storie d'amore tra colleghi

Diventano sempre più numerosi i flirt, le frequentazioni sessuali e le vere e proprie storie d'amore nate sul posto di lavoro: circa il 20% delle persone ha vissuto una situazione di questo genere e il 10% delle coppie ha visto sbocciare l'amore tra scrivanie, pause caffè e fotocopiatrici.

Pro e contro
Tra gli aspetti positivi dell'avere una relazione in ufficio c'è il dimostrato aumento della produttività, della motivazione e delle prestazioni in generale, va da sé che se havete un amore che vi aspetta, siete più contenti di timbrare il cartellino. Inoltre, se la storia funziona e diventa stabile, condividere lo stesso ambiente professionale sarà un forte collante che permetterà di capirvi meglio rispetto a chi non ha questa possibilità. Infine, le coppie ufficiali in azienda possono essere un punto di forza, perché portano il loro affiatamento e il loro sostegno reciproco anche nel lavoro.

Certo, se la coppia va in crisi, anche il lavoro ne risente. Uno dei più mastodontici contro è il rischio di perdere o dover lasciare di necessità il lavoro. Altri svantaggi possono essere l'invidia o i pettegolezzi dei colleghi. Ultima, ma non per importanza, è la politica adottata sempre più spesso dalle aziende, a causa della quale viene scoraggiata la "fraternizzazione" tra colleghi.

Perché succede sempre più spesso?
I numeri, come si è detto, sono in crescita. Il trend positivo è dovuto fondamentalmente a cinque fattori:

1. il crescente numero di donne che lavorano;

2. l'attenuazione della divisione, anche logistica, tra mestieri da donna, da una parte, e lavori da uomo, dall'altra;

3. la grande quantità di tempo che trascorrete al lavoro. Considerando le ore di lavoro effettivo, la pausa pranzo e pausa caffè, la giornata lavorativa finisce per durare nove o dieci ore;

4. inoltre, in ufficio, per una questione di professionalità e di carriera, siete sempre al vostro meglio, impeccabili, socievoli e curati;

5. un altro motivo è il piacere da una parte di alleggerire le ore di lavoro con una distrazione, dall'altra il gusto sottile della clandestinità.

Ma si è già detto che ci sono dei rischi, che vanno dal semplice chiacchiericcio e dal biasimo del capoufficio, fino al possibile fallimento della storia che vi porterebbe a passare un terzo della vostra giornata a stretto contatto con il vostro ex partner, o, peggio, al rischio di una causa per molestie sessuali.

Per scongiurare i pericoli di cui sopra, alcuni solo fastidiosi, ma altri decisamente deplorevoli, è consigliabile attenersi ad alcune regole d'oro:

- discrezione, innanzitutto. Ovviamente, quando la relazione è clandestina, ma anche nel caso in cui l'infatuazione sia all'inizio; è auspicabile venire allo scoperto solo se la relazione diventa stabile;

- evitate di interessarvi al vicino di scrivania, perché, se la storia finisse male, vi ritrovereste a non potere evitare l'altro in nessun modo;

- accertatevi che l'oggetto del vostro interesse sia libero, cosa che per alcuni può essere una minuzia, ma, per il quieto vivere è sempre meglio sottrarsi a storie illegittime, che di solito non finiscono mai bene e fanno soffrire e nuocciono alla reputazione;

- nel caso che l'attrazione nasca tra superiore e dipendente, fate doppiamente attenzione: se il datore di lavoro chiede di uscire a un dipendente, lo mette in una condizione di sudditanza psicologica, perché quest'ultimo avrebbe il timore che ad un rifiuto possa seguire un licenziamento; e se la storia inizia e poi finisce, c'è il rischio di ripicche che renderebbero il lavoro insopportabile.

Quindi, prima di cominciare a guardarvi intorno in mensa e in zona relax, tenete ben presente quanto detto e ricordate che le storie nate in ufficio hanno le stesse probabilità di successo e di fallimento di quelle nate altrove, quindi non precludetevi questa possibilità a priori, ma agite invece con cautela e con qualche riflessione in più.

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