Autore Sara Fabbri :: 22 Aprile 2015

Per eliminare la violenza fisica e verbale nella coppia serve una buona presa di coscienza da entrambi i partner, in modo poi da affrontare realmente il problema.

Il giusto atteggiamento per eliminare la violenza fisica e verbale nella coppia

La violenza nella coppia è un tema molto delicato che però non può e non deve diventare un tabù da passare sotto silenzio e verso il quale sopportare senza reagire. Sebbene la violenza fisica sia più facilmente riconoscibile e dimostrabile, anche quella verbale è molto dolorosa per chi la subisce.

Al contrario di quanto si creda, entrambi i sessi possono subire i soprusi del partner; nonostante la violenza sulle donne sia socialmente più nota e riconosciuta, anche gli uomini soffrono per situazioni in cui vengono maltrattati da compagne insicure e disturbate.

La violenza tendenzialmente è il sintomo di un malessere personale di chi la esercita, il quale avrebbe bisogno di aiuto, ma non si può sperare che siano le vittime a offrire questa assistenza, sia perché sono troppo coinvolte e, generalmente, in una condizione subalterna, sia perché non possono dare il sostegno specialistico che, invece, è assolutamente necessario.

Soprassedere o accettare le vessazioni di chi vi sta accanto è deleterio sia per voi sia per loro, non affrontando la situazione li proteggete dalla legge, ma non dalla malattia che li affligge perché non scontrandosi con essa non potranno mai superarla e nel frattempo voi continuerete a essere feriti nel corpo e nell'anima.

L'unica soluzione possibile è affrontare la situazione. Non appena vi rendete conto che chi vi sta accanto tende a essere violento, se ne avete paura perché vi minaccia psicologicamente o vi picchia, non voltatevi dall'altra parte, allontanatevi e, dopo che avrà ritrovato la calma, esponete le vostre paure, le vostre preoccupazioni e i vostri desideri, soprattutto chiarite che non porterete avanti il rapporto se non accetterà di farsi aiutare.

Non fidatevi delle promesse, che si tratti di difficoltà nel controllo della rabbia o di qualcosa di più serio, la difficoltà non si risolverà spontaneamente né velocemente, richiederà impegno e sacrificio da parte sua, fermezza e incoraggiamento da parte vostra.

Un ultimo consiglio, infine, pur nell'ambito della generalizzazione ci sono atteggiamenti che accomunano molti casi di violenza di coppia: le donne maltrattate tendono a giustificare i propri compagni e a colpevolizzare se stesse "È colpa mia, l'ho fatto arrabbiare, lui non voleva", questa frase è inaccettabile, è un alibi per lui e rappresenta la vostra negazione della realtà, peggiorerà quindi solo le cose; gli uomini malmenati e offesi, di contro, sono inclini a sminuire il problema, a minimizzare i danni fatti dalle loro consorti, in parte perché ammettere di subire le angherie di donna sminuirebbe la loro virilità, loro sono il sesso forte, in parte perché ne hanno compassione, ancora più delle donne pensano di dovere proteggere le loro tormentatrici, il presunto sesso debole "Sta male, ha bisogno di me".

Non cadete in simili trappole psicologiche, se volete salvare voi stessi e il vostro rapporto guardate in faccia la realtà e fatevi aiutare da professionisti specializzati e competenti, altrimenti la vostra relazione si ridurrà a una schiavitù fatta di negazione, sofferenza e infelicità, che vi segnerà a vita.

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