Autore Sara Fabbri :: 15 Gennaio 2015

Avere una relazione con un uomo zerbino vi pone in una difficile condizione, nella quale dovrete scegliere se ciò vi può far comodo o se è ora di cambiare aria.

La relazione con un uomo zerbino

L'uomo-zerbino è servizievole, compiacente, accondiscendente verso la volontà della donna. Questa è la regola generale, che può avere poche, pochissime eccezioni, qualora vi rendeste conto di stare con un partner simile. Abbiamo già parlato in un precedente articolo degli uomini che dimostrano una certa galanteria del tutto inutile o addirittura controproducente, ma lo zerbino è tutto ciò all'ennesima potenza.

Domenica pomeriggio: lui è sul divano, stremato dal pranzo-della-domenica; lei, galvanizzata, va da una parte all'altra della casa, in mano ha prima dei vestiti, poi delle scarpe, poi l'asciugacapelli, la piastra, l'arricciacapelli. Infine, la proposta: "Mi accompagni al centro commerciale?" la domanda è posta con gentilezza ed eccitazione, impossibile rifiutare: "Certo, tesoro; nessun problema, tesoro." Così lui guida tre quarti d'ora nel traffico, impara a memoria gli ottantacinquemila metri quadrati del parcheggio e passa le successive quattro ore a dare opinioni su vestiti, borse, smalti e accessori, ignaro delle differenze tra modelli, colori e forme. E non emette un fiato. Sorride, è gentile, non si lamenta.

Diciamoci la verità, non è che dispiaccia, ci si può fare l'abitudine, è distensivo sapere che qualunque richiesta verrà soddisfatta, qualunque desiderio esaudito, qualunque decisione assecondata senza la minima discussione. Cose rare. E poi vi fa sentire importanti questa cieca obbedienza, stuzzica quella lieve tendenza alla smania di controllo e onnipotenza che certe donne hanno (no, tranquille, voi no, e nemmeno io, ma alcune...).

Nondimeno qualcosa non va: quest'uomo nato per obbedire e tacere finisce per annoiare, non è propositivo e, per dirla proprio tutta, non ha spina dorsale. Non vi contraddice e non si impone perché ha paura di rimanere single e/o di perdervi, e voi finite per prendere tutte le decisioni e avete l'impressione di non avere un partner, ma un maggiordomo, una bestiola ammaestrata, un bamboccio obbediente. A lungo andare non sapete che farvene.

Perché, in fin dei conti, un po' di pepe nel rapporto ci vuole. Confrontarsi, scambiare opinioni e idee, viene il dubbio che l'uomo-zerbino non sa cosa siano, che la sua testa sia una vacua galleria del vento pronta a ospitare le idee altrui. Per di più, di tanto in tanto, serve qualcuno cui appoggiarsi, che vi dia un po' di prospettiva quando siete confuse, che vi proponga delle alternative quando vi sentite in trappola, che vi calmi quando ragionate sul perché vostra madre, convinta che non abbiate niente da fare, ha pensato bene di tenervi un'ora e mezza al telefono per raccontarvi dell'infame del piano di sopra che innaffia sempre le piante mezz'ora dopo che lei ha steso le lenzuola.

Insomma, tutto dipende da quello che volete: se siete uscite da un rapporto turbolento, sempre in salita, durante il quale un mese sì e uno no volevate scappare in Patagonia, e quindi ciò di cui avete bisogno è una relazione stabile e tranquilla, allora, forse, il nostro amico potrebbe anche andar bene; se, invece, volete un legame adulto, profondo, sul piano emotivo, intellettuale e psicologico, allora uno che si annulla del tutto, che mette da parte la sua personalità (ammesso e non concesso che ce l'abbia), privo di un sano senso critico e di spirito di iniziativa, vi starà stretto e cercherete qualcuno con cui crescere e arricchirvi, che sappia imporsi ed essere obiettivo quando serve, pur rimanendo gentile e disponibile (sì, esistono).

Il rapporto con l'uomo-zerbino è come quello col divano, comodo e rilassante, ma stando sempre sedute vi impigrite, diventate grasse e non vi piacete più, quindi alzatevi e mantenetevi vivaci con una persona alla vostra altezza.

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