Autore Sara Fabbri :: 23 Novembre 2014

Capita, dopo la fine di una relazione, di avere la curiosità masochistica di controllare gli ex partner su Facebook.

Evitate di controllare gli ex su Facebook

Questo è quanto emerge da uno studio condotto nel 2012 su 464 persone: per coloro che, dopo la conclusione di un rapporto, utilizzano Facebook per controllare il proprio ex partner, è più difficile superare il distacco, elaborare i sentimenti negativi e affrontare il “lutto”.

D'altronde, quante volte vi è capitato di sbirciare il suo diario su Facebook e poi sentirvi peggio di prima? E quante volte i vostri amici vi hanno detto di smettere di torturarvi, di lasciare perdere, di non pensarci?

E quante volte avete toccato il fondo chiedendo alla vostra amica o amico comune di accedere col loro login e scoprire ciò che a voi, banditi dalla lista degli amici, era ormai precluso? Adesso abbiamo le prove scritte nero su bianco che i vostri amici avevano ragione e che non è assolutamente una buona idea.

La ricerca, in particolare, rivela che chi sorveglia l'ex si sente peggio perché:

- ridesta di continuo l'angoscia della rottura;

- mantiene vivi i sentimenti negativi, in particolare la rabbia;

- alimenta il desiderio sessuale per l'ex;

- inibisce la propria crescita personale;

La "Facebook Surveillance", essendo espressione del rifiuto del distacco e dell'illusione di avere ancora il controllo sul partner, impedisce di elaborare il lutto della fine del rapporto, perché rinnova continuamente emozioni che dovrebbero gradualmente sopirsi ed essere superate; inoltre, il nervosismo e il malessere rendono difficile andare avanti con la propria vita.

Immaginate di rompere col vostro tesoro adorato, e poi immaginate, spiando il suo profilo, di scoprire che tre settimane dopo ha già un'altra/o; immaginate di vedere un bel bacio proprio nell'immagine di copertina. Ecco, la rabbia sta già montando, solo la fantasia di una cosa del genere vi turba, anche se solamente per pochi momenti. Nella realtà diventerebbe un vero e proprio problema.

La ricercatrice Tara C. Marshall ha testato, inoltre, che chi mantiene l'amicizia con l'ex partner su Facebook ha un minore desiderio sessuale nei suoi confronti, è meno influenzato dai sentimenti negativi, ma ha anche una minore capacità di crescita personale rispetto a chi, invece, interrompe del tutto l'amicizia.

Avendo, infatti, continuo libero accesso agli aggiornamenti di stato, alle fotografie, ai commenti e alla lista degli amici dell'ex, molti si concentrano meno su di lui. In qualche modo, la libertà di accesso alle informazioni, spesso banali, fa calare l'interesse e la curiosità nei confronti dell'altro, che, invece, quando l'amicizia viene interrotta, rimane avvolto in una sorta di alone di mistero che risveglia accentua la voglia di sorvegliarlo.

La ricercatrice conclude osservando che plausibilmente la sorveglianza tramite Facebook costituisce un'alternativa all'incontrare l'ex personalmente, e perciò sostiene che il miglior modo per curare un cuore infranto è evitate qualunque tipo di contatto online e offline.

Se siete interessati ad un approfondimento, a questo link trovate il relativo articolo su medicitalia.it; e qui la pubblicazione originale.

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